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Malasanità e responsabilità medica a Roma. Capire se c’è responsabilità.

Lo Studio Fiorilla assiste pazienti e familiari nella valutazione di possibili casi di malasanità a Roma, dall’analisi della documentazione sanitaria e medico-legale fino alla richiesta di risarcimento nei confronti della struttura o dei soggetti responsabili.

NON OGNI ESITO NEGATIVO È MALASANITÀ.

Serve capire cosa è successo. E se quel fatto ha causato un danno.

Per parlare di responsabilità sanitaria occorre verificare la condotta tenuta, gli obblighi professionali, il danno effettivamente subito e il nesso causale tra ciò che è accaduto e le conseguenze per il paziente.

  • Prima consulenza gratuita
  • Analisi della cartella clinica
  • Valutazione medico-legale
  • Rapporto diretto con lo studio

Errore diagnostico

Diagnosi errata, mancata o tardiva: verifichiamo se il percorso seguito era adeguato ai dati disponibili.

Errore chirurgico o terapeutico

Interventi, terapie, omissioni e assistenza successiva vanno valutati nel loro insieme, non soltanto dal risultato finale.

Consenso informato

Il paziente deve ricevere informazioni comprensibili su diagnosi, rischi, benefici, alternative e conseguenze delle scelte di cura.

avvocato con medici

Responsabilità sanitaria

Un esito negativo non basta.
Serve capire perché è successo.

Una complicanza o un peggioramento non coincidono automaticamente con un errore medico. La valutazione parte dalla cartella clinica, dagli accertamenti eseguiti, dalle scelte diagnostiche e terapeutiche e dalle condizioni del paziente nel momento in cui sono state prese.

Nel linguaggio comune il termine “malasanità” è molto ampio. Per una richiesta di risarcimento, invece, occorre individuare una condotta rilevante, un danno concreto e un collegamento causale tra i due.

Prima i documenti. Poi la valutazione medico-legale. Infine la strategia.

Il punto centrale

Il danno non si presume.
Va collegato alla condotta contestata.

Per costruire una richiesta di risarcimento servono elementi che dimostrino le conseguenze subite e il nesso causale con l’errore, l’omissione o la condotta sanitaria contestata. È su questo collegamento che si costruisce la valutazione del caso.

Cosa valutiamo

Tre situazioni frequenti.
Tre verifiche che richiedono metodo.

Ogni caso parte da una storia clinica diversa. Per questo distinguiamo l’errore diagnostico, gli eventi legati a interventi o terapie e i problemi che possono riguardare l’informazione e il consenso del paziente.

01

Errore diagnostico

Diagnosi errata, mancata o tardiva: occorre verificare quali informazioni erano disponibili e se un diverso percorso avrebbe potuto evitare o ridurre il danno.

02

Errore chirurgico o terapeutico

Interventi, farmaci, terapie e assistenza post-operatoria devono essere valutati rispetto alle condizioni del paziente e alle conseguenze effettivamente prodotte.

03

Consenso informato

Il consenso non è soltanto una firma: conta ciò che il paziente ha realmente potuto comprendere su rischi, benefici, alternative e conseguenze del trattamento.

Errore diagnostico

Una diagnosi errata o tardiva può cambiare il percorso di cura.

La responsabilità non dipende soltanto dal fatto che una diagnosi si sia poi rivelata sbagliata. Va verificato se, sulla base dei sintomi, degli esami e delle informazioni disponibili in quel momento, gli approfondimenti e le decisioni adottate erano adeguati e se l’errore o il ritardo hanno prodotto un danno ulteriore.

Il punto è ricostruire cosa era conoscibile e cosa avrebbe potuto cambiare.

Errore chirurgico o terapeutico

Il risultato clinico va letto insieme a tutto il percorso che lo ha preceduto.

Un intervento, una terapia farmacologica o la gestione successiva possono richiedere una verifica quando emergono errori tecnici, omissioni, trattamenti non appropriati o complicanze gestite in modo non adeguato. La cartella clinica e la valutazione specialistica servono a distinguere il rischio inevitabile da una possibile responsabilità.

Non si parte dal risultato: si parte da ciò che è stato fatto, quando e perché.

Consenso informato

Firmare un modulo non esaurisce il diritto a essere informati.

La legge tutela il diritto del paziente a ricevere informazioni comprensibili sulla diagnosi, sulla prognosi, sui benefici e sui rischi del trattamento, sulle possibili alternative e sulle conseguenze di un eventuale rifiuto. Il modulo di consenso è quindi un documento importante, ma va letto insieme alla cartella clinica e alle informazioni effettivamente fornite.

Il consenso è una scelta consapevole, non una semplice firma.

Prima di iniziare

La prima domanda non è “quanto vale”.
È “cosa dicono i documenti”.

Una valutazione seria parte dalla documentazione sanitaria raccolta in modo completo e ordinato.

Cartella clinica

Cartella clinica completa, lettere di dimissione e documenti relativi al ricovero o al percorso assistenziale interessato.

Referti ed esami

Esami diagnostici, referti, prescrizioni, visite specialistiche e documentazione precedente e successiva all’evento contestato.

Consenso e comunicazioni

Moduli di consenso informato, informative ricevute, comunicazioni con la struttura e ogni documento utile a ricostruire le decisioni di cura.

L’assistenza dello Studio

Un solo percorso.
Dalla verifica iniziale alla definizione del caso.

Seguiamo la pratica coordinando analisi giuridica e valutazione medico-legale: dalla raccolta della documentazione alla verifica del nesso causale, dalla quantificazione del danno al confronto con la struttura sanitaria o con la compagnia assicurativa.

01

Documentazione sanitaria

02

Valutazione medico-legale

03

Nesso causale e danno

04

Trattativa e conciliazione

Cosa comprende

Ogni caso richiede verifiche diverse.
L’assistenza si costruisce sui documenti.

Non applichiamo una formula identica a situazioni diverse.
Definiamo il lavoro necessario in base alla storia clinica, alla documentazione disponibile e alle conseguenze subite.

Valutazione iniziale

– Prima consulenza gratuita
– Ricostruzione della cronologia sanitaria
– Verifica dei documenti disponibili

Analisi medico-legale

– Esame di cartella clinica e referti
– Valutazione del nesso causale
– Quantificazione del danno biologico

Gestione della richiesta

– Rapporti con struttura e assicurazione
– Consulenza tecnica preventiva o mediazione, quando necessarie
– Azione giudiziale se il caso lo richiede

Prima di agire

Hai dubbi su una cura o un intervento?
Partiamo dai documenti.

Se il decorso clinico non è stato quello atteso, hai ricevuto spiegazioni insufficienti o vuoi capire se un errore ha prodotto un danno, possiamo partire da una prima valutazione della documentazione disponibile.

Come lavoriamo

Una valutazione più chiara.
Un percorso costruito per fasi.

Ogni fase ha un obiettivo preciso: capire i fatti, leggere i documenti, confrontarli con la valutazione medico-legale e definire il percorso più adatto.

01

Ascolto

Ricostruiamo la storia clinica e individuiamo l’evento che ha generato il dubbio.

02

Documenti

Raccogliamo cartella clinica, referti, esami, consensi e comunicazioni disponibili.

03

Valutazione

Verifichiamo condotta sanitaria, nesso causale e conseguenze con il supporto medico-legale.

04

Strategia

Definiamo con il cliente i passaggi successivi, dalla richiesta alla conciliazione o al giudizio.

Tu chiedi, noi rispondiamo

Domande frequenti sulla malasanità e sulla responsabilità medica.

Risposte chiare sui punti che generano più dubbi: quando può esserci responsabilità sanitaria, cosa occorre dimostrare, chi può essere chiamato a rispondere e quali documenti servono.

Un esito negativo non basta. Per una richiesta di risarcimento occorre verificare una condotta sanitaria rilevante, un danno effettivo e un nesso causale tra la condotta e il pregiudizio subito dal paziente.

La valutazione parte dalla documentazione clinica e medico-legale. Il paziente deve poter dimostrare il danno e il collegamento causale con la condotta contestata; la ripartizione dell’onere della prova cambia poi in base al soggetto chiamato a rispondere e al titolo di responsabilità.

La Legge 8 marzo 2017, n. 24 distingue le posizioni. La struttura sanitaria risponde secondo le regole della responsabilità contrattuale; il sanitario, salvo un rapporto contrattuale diretto con il paziente, risponde in via extracontrattuale. Il caso concreto va quindi impostato individuando correttamente i soggetti coinvolti.

In via generale, per la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria si applica il termine ordinario di prescrizione di dieci anni; per la responsabilità extracontrattuale del sanitario il termine ordinario è di cinque anni. Decorrenza, sospensioni e interruzioni vanno però verificate sul singolo caso.

Il paziente ha diritto a informazioni comprensibili su diagnosi, prognosi, benefici, rischi, alternative e conseguenze delle proprie scelte. Il modulo firmato è importante, ma non esaurisce da solo la verifica su come e quanto il paziente sia stato effettivamente informato.

Sono utili la cartella clinica completa, referti ed esami, lettere di dimissione, prescrizioni, consensi informati e una cronologia il più possibile precisa degli eventi. Da questi documenti si può capire quali approfondimenti medico-legali siano necessari.

Studio Fiorilla

Quando il dubbio riguarda la salute,
serve prima di tutto capire cosa è successo.

Raccontaci il caso e indicaci quali documenti hai già a disposizione. Partiremo dai fatti e dalla documentazione per capire quali verifiche sono davvero necessarie.